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Michela Negri

Oggi vi presentiamo Michela Negri, alias Meriodoc.


Nottola: Ciao Michela. Chi sei? Presentati ai lettori.


Michela: Innanzitutto ciao a tutti e grazie per questa piccola intervista, cara Nottola.

Tra i lettori più esperti sicuramente qualcuno saprà già che io e te siamo praticamente vecchie amiche. Infatti sono proprio io l’illustratrice che ha disegnato il character con cui tutti quanti identifichiamo il personaggio della Nottola.

Ho sempre amato disegnare, fin da piccola. Ho conseguito il diploma presso il liceo artistico Medardo Rosso a Lecco e in seguito ho conseguito la laurea triennale di primo livello in Illustrazione presso lo IED ( Istituto Europeo di Design) a Milano.

Come ho già accennato sono un’illustratrice freelance, rappresentata dall’Agenzia Zerosismico di Torino, e lavoro come grafico/illustratore alla rivista italiana indipendente “La Nottola”.




N: Hai partecipato al numero #1 de “La Nottola” con il tuo fumetto “Il sogno di Laura”. Cosa ti ha ispirato per la sua realizzazione?


M: “Il sogno di Laura” è nato in un momento un po' frenetico, su ispirazione di una graphic novel lituana molto particolare, “Sibiro Haiku” illustrata da Lina Itagaki, dalle tinte cupe e i tratti marcati e grotteschi; mi ha aiutato molto a sperimentare una storia un po' al di fuori dalla mia comfort zone, sia dal punto di vista della palette cromatica sia del segno.



N: Qual è la tecnica, o le tecniche, che preferisci utilizzare? Hai tematiche ricorrenti o uno stile che prediligi?


M: Oramai mi sono del tutto ibridata con il computer, e specialmente con l’I-Pad Pro, sono

praticamente diventati prolungamenti delle mie braccia, quando mi sposto devo averli sempre con me altrimenti vado in crisi. Sono strumenti comodi e veloci, perciò prediligo molto utilizzare la tecnica digitale.

Ho un passato costellato da pastelli ad olio, carboncini, e ultimamente mi sto riavvicinando ai classici pastelli e acquerelli.

Quando realizzo vignette sono piuttosto autobiografica, infatti è possibile riconoscere tra i miei personaggi, oltre a me medesima, molte delle persone che fanno parte della mia vita, mia sorella, i miei amici, etc...

In prevalenza mi piace molto raffigurare esseri umani, spesso in situazioni più intime e nella loro totale nudità, e toccare i cosiddetti temi più “scomodi”, quali gender, sesso, ciclo mestruale, violenza carnale… mi piace lasciare dei messaggi su cui far riflettere e aprire gli occhi alle persone.

Non disdegno, però, anche illustrazioni un po' più sdolcinate e romantiche.

Penso di avere uno stile abbastanza unico e di mantenerlo sempre invariato, ho notato che ultimamente sono giunta ad una maggiore stilizzazione e precisione e cura per i dettagli, però sento che questo modo di esprimermi, almeno per ora, mi soddisfa e appaga molto, sono io ed è così che mi esprimo e voglio esprimermi, non voglio parlare in un altro modo.


N: Ti piace sperimentare mentre lavori? O preferisci rimanere in zone di comfort?


M: Direi di si, mi piace molto sperimentare, assolutamente; adoro studiare nuove tematiche, inquadrature, colori. Certo, è bellissimo rimanere nel proprio mondo, ma alla lunga diventerebbe noioso e snervante. Sono dell’idea che bisognerebbe sempre cercare di mettersi alla prova il più possibile, lavorare sodo, sbagliare, rifare, è uno stress che alla fine produce ottimi risultati. Riuscire a trovare soluzioni a situazioni complicate e complesse ci fortifica e ci da fiducia in noi stessi, nelle proprie capacità.


N: Quali sono gli artisti che ti influenzano maggiormente? E quali opere ( illustrazioni, quadri, libri, etc…)?


M: Già in quarta liceo avevo cominciato ad accostarmi ai libri illustrati, in particolare ad artisti quali Benjamin Lacombe, Dilka Bear e Nicoletta Ceccoli, che con i loro universi surreali da favola erano riusciti a incuriosirmi e a conquistarmi. Continuo a considerarli come i miei “mentori” che mi hanno introdotto nel mondo dell’illustrazione.

Tutt’ora mi reputo una fan sfegatata di illustratrici molto brave, quali Marloes De Vries, Nina Cosford e Gemma Correll, e amo moltissimo Mike Lowery, sono degli autori a cui faccio riferimento, sia per la stilizzazione del tratto che per humor e visione del mondo. Tra gli illustratori italiani che mi influenzano maggiormente non posso non nominare Marco Guadalupi, Miriam Serafin e Laura Proietti.

Per quanto riguarda delle opere che utilizzo come pilastri portanti sicuramente mi sento di citare “Joie de vivre” di Matisse, è un punto focale per capire le origini del mio stile e del mio piccolo universo; per quanto riguarda il settore libri, e perché no, mettiamoci anche riviste, mi lascio molto istruire e ispirare da Flow Magazine e libri con tematiche particolari ed evocative.

Allo stesso modo dai film che suscitano in me emozioni e sentimenti solitamente di immedesimazione o anche spaesamento, che azionano il mio cervello da cui scaturiscono immagini che io poi voglio trasmettere attraverso il disegno. Mi lascio molto trasportare e influenzare, mi fa sentire attiva.

Esempi concreti sono i libri di Irvine Welsh, dalle atmosfere acide e personaggi dall’indole

graffiante, e film estetici o curiosi, come “Il settimo sigillo” , “Arancia Meccanica”, “Eyes Wide Shut”, qualsiasi film di Wes Anderson, “Midsommar” e “The Witch” e... direi che mi fermo qui ( la lista è infinita, pardon).



N: Vuoi parlarci di qualche progetto futuro?


M: Bhe, innanzitutto il progetto principale, che mi auguro vada in porto, è quello della Nottola. Spero insieme ai miei colleghi che si riesca a farla diventare una rivista di punta nel panorama italiano.

Sicuramente con mia sorella Alice, un progetto che vorremmo realizzare insieme sarebbe quello di riuscire ad aprire un nostro studio di illustrazione.

Insieme a Rosaria Redaelli, ostetrica e docente presso l’Università degli studi Milano Bicocca, stiamo vendendo e cercando di diffondere il più possibile un progetto molto carino, un libro illustrato per bambini delle elementari, intitolato “L’Avventura di Zu”: racconta la storia di Zu, uno spermatozoo che insieme ai suoi compagni devono portare a termine un compito molto speciale, quello di creare la VITA. Un libro che intende quindi spiegare in modo scientifico ai bambini come nascono.

Inoltre attualmente, come progetto personale, sto lavorando alla mia primissima agenda, che programmo di far uscire questo autunno per il 2022. Si tratta di un progetto molto complesso, ma allo stesso tempo stimolante.

Che altro posso aggiungere, in generale spero ci sia la possibilità di affrontare e realizzare tantissimi progetti futuri.


N: Michela, o meglio Meriodoc, ti ringrazio per la disponibilità.


M: Figurati cara Nottola, il piacere è tutto mio. A presto.


Per collaborazioni, mail: michelanegri.art@gmail.com

Pagina Facebook: @michelanegri.illustrator

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Behance: @michelanegri