• lanottolarivista

La creatività non può essere insegnata

Se cerchiamo il significato della parola creatività, troveremo la seguente definizione:


Creatività s. f. – Virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia […], ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare. (Treccani)


Un’attitudine peculiare dell’essere umano che, da sempre, è stato un homo faber: un uomo capace di creare, costruire, trasformare l’ambiente e la realtà in cui vive assecondando i suoi bisogni di carattere pratico; arrivando poi a utilizzare la creatività per dar vita a forme d’arte che rispondessero anche a esigenze estetiche.


Nonostante questa premessa ci faccia presupporre di essere – ciascuno di noi – già naturalmente creativi, questa è una facoltà che può – e deve – essere coltivata e stimolata.


Le domande che sorgono spontanee sono due.


La prima è: PERCHÉ?


Perché, se siamo creativi per natura, c’è bisogno di coltivare e stimolare la creatività?


Perché, come qualsiasi altra abilità, anche la creatività va allenata per raggiungere risultati sempre più efficaci e fruttuosi.


Che si impari per prove ed errori non è solo un bello slogan; per questo, dobbiamo mettere, in primis i bambini, nelle condizioni di correre il rischio di sbagliare, di sostenere la frustrazione dell’errore e di riflettere su di esso per cercare una soluzione nuova, inedita e più efficace.


Contemporaneamente staremo lavorando sull’autonomia e sulla capacità di sviluppare un senso critico, entrambe componenti fondamentali della crescita.



Arriviamo così alla seconda domanda: COME?


Rispondo con un piccolo vademecum (che non ha la pretesa di essere esaustivo) di azioni che un genitore, un educatore o un insegnante possono mettere in atto:


1) STIMOLARE I BAMBINI ATTRAVERSO ATTIVITÀ COINVOLGENTI

  • Ci sono tantissime attività nelle quali i bambini possono essere protagonisti e attivi costruttori delle proprie esperienze e dei propri apprendimenti: rilanciare ai bambini questioni, anche quotidiane, è uno stimolo per far uscire da loro idee nuove e creative (ad esempio: “Ha iniziato a piovere e non abbiamo l’ombrello: come potremmo fare?”, oppure “Dobbiamo decorare l’albero di Natale ma le palline in negozio costano troppo. Cosa possiamo inventarci?”), oppure si può partecipare a proposte più strutturate e organizzate, come laboratori e workshop organizzati da enti museali o associazioni culturali (un esempio sono i laboratori de “La Nottola” oppure in molti musei è presente una sezione dedicata a questo tipo di attività, con un’attenzione particolare alla didattica e alla sensibilizzazione per il linguaggio artistico).

  • La lettura e la messa a disposizione di tanti libri differenti è un altro modo per fornire ai bambini una pluralità di stimoli. Soprattutto gli albi illustrati, hanno come grandi protagoniste le immagi; esse danno adito – più che le parole – a una molteplicità di interpretazioni e letture. Vi sono poi alcuni libri che, più di altri richiedono l’interazione dei propri lettori, li invitano essere attivi protagonisti dell’esperienza che può così diventare estremamente creativa. Tra questi vanno sicuramente annoverati i libri di Hervé Tullet, adattissimi per i più piccoli, e quelli di Keri Smith, perfetti per i ragazzini della scuola primaria e media ma anche per gli adulti.

  • Nelle proposte di gioco può essere molto funzionale alternare giochi caratterizzati a quelli non caratterizzati. Per “caratterizzati” si intendono quei giochi con cui si può giocare in modo unico, chiaro ed inequivocabile. I giochi poco caratterizzati sono invece, ad esempio, legnetti colorati, cerchi, costruzioni, palline, bastoni, pezzi di stoffa, cuscini che, all’occorrenza, possono trasformarsi in qualunque cosa i bambini vogliano o a seconda del gioco che decidono di fare.


2) DARE SPAZIO ANCHE ALLA NOIA


Ricordiamoci che proporre attività ai bambini è importante, ma lo è anche lasciare ai bambini il tempo di annoiarsi, il tempo di trovare da soli come colmare questo tempo che può, a sua volta, diventare stimolo alla creatività. Ci vuole, insomma, il giusto equilibrio e una giusta alternanza tra tempi forti (ricchi di attività e proposte) e tempi deboli (momenti di relax, calma, distensione).


3) INCENTIVARE A PROVARE E DARE FEEDBACK COSTRUTTIVI


Spesso i bambini, soprattutto crescendo, chiedono all’adulto di fare per loro qualcosa che pensano di non esser capaci.

Mi capita spesso che a scuola i bambini mi chiedano di disegnare animali od oggetti dicendomi: “Maestra, me lo disegni tu che non sono capace?”

La mia risposta è sempre: “Prima prova tu da solo. Se poi vediamo che proprio non riesci, ti aiuto io”.

Di solito i bambini, inizialmente, sono un po’ restii e tentano più volte di convincerti che hanno davvero bisogno di te, ma con una piccola dose di pazienza e caparbietà da parte dell’adulto, alla fine si rimboccano le maniche e ci provano.


A quel punto è importante restituir loro un feedback costruttivo che li incentivi a continuare per quella strada e non si corra il rischio – al contrario – di inibire la loro fantasia e creatività.

Frasi come “Hai visto? ce l’hai fatta!”, “Guarda che bello!”, “Hai pensato ad una soluzione davvero originale” sono le benvenute!


Ovviamente può capitare che l’idea del bambino non sia funzionale o armoniosa; in questi casi si può comunque dare una restituzione positiva, sottolineando quanto sia stato bello che lui comunque ci abbia provato, evidenziando le parti che andavano bene o contestualizzando il motivo per cui la sua soluzione non fosse adatta per quello specifico problema.

Inoltre si può pensare insieme a una nuova strategia, dando i suggerimenti necessari, che non mettano l’adulto nella posizione di sostituire il bambino, ma piuttosto lo sostengano e guidino.


La creatività, quindi, non può essere insegnata in maniera univoca; come uno sportivo professionista che, essendo già bravissimo a praticare il proprio sport, continua ad aver bisogno di allenamento costante, anche a essere creativi non si impara mai una volta per tutte, ma è necessario continuare a stimolare questa abilità; e analogamente, come non c’è un piano di allenamento standard efficacie per tutti gli sportivi, così non esiste un unico modo e un’unica strada per incentivare l’attitudine creativa.


Ciò che è certo è che stimolare la creatività sia fondamentale per affrontare in modo efficace e proficuo le sfide della vita quotidiana, dello studio, del lavoro, dello sport.



L'autrice

Sono Silvia Castagna, una maestra di scuola primaria. Sono laureata in Scienze della Formazione Primaria e da 5 anni collaboro con l’Università degli Studi di Milano–Bicocca, dove svolgo dei laboratori di didattica della matematica.

Nel tempo libero gestisco un blog e una pagina Instagram ("Chi legge vola") dove recensisco libri per bambini e albi illustrati e condivido le mie esperienze scolastiche.


Account instagram: @chi_legge_vola



L'illustratore

Sono Andrea Prandoni, mi sono laureato in Pittura e mi sto specializzando in illustrazione. Grazie a "Nel paese dei mostri selvaggi" mi sono avvicinato alla realtà degli albi illustrati, scoprendo una dimensione capace di coniugare narrativa e immagini. Oltre a realizzare illustrazioni e a portare avanti un percorso di ricerca artistica personale, mi dedico allo studio degli albi e della loro grammatica interna ed espressiva.


Account instagram: @andrea_prandoni


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