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Andrea Prandoni

Oggi è con me Andrea Prandoni.


Nottola: Ciao Andrea. Chi sei? Presentati ai lettori.


Andrea: Ciao lettori e ciao Nottola, e grazie per avermi ospitato qui sul tuo blog. Sono Andrea, mi sono laureato in pittura e mi sto specializzando in illustrazione. Cinque anni fa ho letto "Nel paese dei mostri selvaggi" di Maurice Sendak e mi sono avvicinato alla realtà degli albi illustrati, scoprendo una dimensione capace di coniugarenarrativa e immagini, due elementi attraverso i quali mi sono sempre espresso fin da bambino. Oltre a realizzare illustrazioni e a portare avanti un percorso di ricerca artistica personale, mi dedico in particolare allo studio degli albi e della loro grammatica interna.



N: Hai partecipato al numero #0 de “La Nottola” con la tua illustrazione “I vicini”. Cosa ti ha ispirato per la sua realizzazione?


A: Avevo da poco iniziato a sperimentare la tecnica del collage realizzando dei biglietti d’auguri con alcuni animali affacciati alle finestre, e l’idea per “I vicini” è partita tutta da lì.


N: Qual è la tecnica, o le tecniche, che preferisci utilizzare? Hai tematiche ricorrenti o uno stile che prediligi?


A: Per le illustrazioni utilizzo in prevalenza matite e colori acrilici, realizzando singoli pezzi che poi monto tramite la tecnica del collage manuale o digitale, mentre nei disegni uso quasi esclusivamente chine, mordenti e candeggina, lavorando per sottrazione. Recentemente poi mi sto approcciando anche al disegno e alla colorazione digitale. Mi muovo su più linguaggi espressivi perché trovo limitante l’essere definiti da un solo stile, ma in generale quando lavoro a delle illustrazioni tendo a prediligere aspetti più “grafici”. Non ho tematiche ricorrenti, ma mi trovo meglio a realizzare personaggi partendo da animali.


N: Ti piace sperimentare mentre lavori? O preferisci rimanere in zone di comfort?


A: Direi che la risposta sta un po’ nel mezzo. Sperimentare a volte mi è davvero utile a trovare soluzioni efficaci che non conoscevo – e che magari mi aiutano anche a diminuire i tempi di esecuzione – e in alcuni casi è proprio così che trovo intuizioni che mi convincono. Al tempo stesso però ho anche bisogno di alcuni punti fermi e sicuri.


N: Quali sono gli artisti che ti influenzano maggiormente? E quali opere (illustrazioni, quadri, libri, etc, …)?


A: In generale tendo a guardare sempre tanto all’ambito delle arti visive nelle sue diverse forme di espressione, e a non limitarmi agli artisti più vicini alla mia sensibilità, cercando invece di spaziare il più possibile per avere sempre più stimoli. Il primo autore che mi sento in dovere di citare è sicuramente Maurice Sendak, e poi penso a Miroslav Sasek e alle sue illustrazioni dal sapore un po’ vintage, Simone Rea, Philip Giordano, Beatrice Alemagna, Katie Harnett, Benjamin Flouw, ma anche – su un altro fronte – a Egon Schiele, Zoran Music, Costantin Brâncuși. Ci sono poi tante opere a cui devo molto, ma quella a cui sono più legato è "Sette minuti dopo la mezzanotte" di Patrick Ness, perché è un racconto estremamente potente e umano, che fa tremendamente bene, e la potenza delle illustrazioni di Jim Kay gli conferisce, se possibile, un’intensità ancora maggiore.



N: Vuoi parlarci di qualche progetto futuro?


A: Ora sto realizzando alcune serie di segnalibri ispirati a classici per l’infanzia come "Alice nel Paese del Meraviglie" o "Il Mago di Oz", e ultimamente ho il chiodo fisso di provare a realizzare un’interpretazione de "Il soldatino di piombo". E un giorno sogno di illustrare "Sostiene Pereira" di Antonio Tabucchi, perché è un libro tanto importante e a cui tengo molto.


N: Andrea, ti ringrazio per la disponibilità.


A: Grazie a te! E un saluto a tutti i lettori.


Account instagram: @andrea_prandoni


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